Istruzione

National-Museum-1024x768Istruzione nelle Filippine: fra pubblico e privato

Il sistema scolastico delle Filippine è pubblico dal 1863. La scuola elementare, che dura 4 anni, e la scuola media, che ne dura 2, sono attualmente obbligatorie e gratuite, anche se è previsto un minimo contributo di gestione da parte delle famiglie degli alunni.
Al termine di questo ciclo di studi lo scolaro ottiene la licenza e si può decidere se iscriversi alla scuola secondaria, il cui accesso è, tuttavia, limitato nel numero.

L’ingresso a scuola è previsto a 7 anni; l’anno scolastico comincia a giugno e termina a marzo. La frequenza è dal lunedì al venerdì e, ogni giorno, sono previste da quattro a sei ore di scuola, in funzione dell’età del bambino. Sono previsti compiti a casa e vi è un’ampia chiusura natalizia (da metà dicembre, fino all’inizio dell’anno nuovo).

Si insegna il tagalog (lingua ufficiale del paese) e l’inglese; lo Stato fornisce i libri gratuitamente e periodicamente viene consegnata una sorta di pagella che attesti le conoscenze apprese.

Rispetto alle condizioni economiche del paese, il sistema scolastico può definirsi piuttosto efficiente.
Tuttavia, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un forte incremento demografico e, allo stesso momento, da un indebitamento dello Stato.
Le risorse economiche, oggi, per l’istruzione sono nettamente insufficienti e le Filippine si trovano nel penultimo posto per la spesa scolastica (davanti solo alla Cambogia) delle nazioni ASEAN. È, infatti, stimato che questo Stato investa nell’istruzione solo il 2,5% del PIL, contro la media del 3,5% dei Paesi confinanti.

Tale situazione purtroppo rovina l’immagine di un sistema scolastico che è stato sempre buono, sin dai tempi anteriori al coloniasmo spagnolo.
Già nel Settecento, quando le Filippine furono invase, il livello scolastico era molto alto, nonostante le precarie condizioni del Paese.

Questa situazione, pertanto, ha imposto un massiccio intervento dei privati nella formazione filippina. Il clero, come già nei secoli del coloniasmo, gestisce numerose scuole private, anche con il sostegno economico delle adozioni a distanza. Oltre ai servizi scolastici, i bambini sono seguiti nel loro sviluppo sociale e mentale, svolgono attività extracurriculari e sono periodicamente sottoposti a visite mediche.

Un’importante iniziativa, sempre da parte della Chiesa, è l’ECIP (Commissione episcopale per le popolazioni indigene). Tramite questa commissione gli aborigeni sono tutelati e sono stati avviati  particolari programmi formativi “su misura” per queste popolazioni. Ad esempio, il programma di educazione informale (NFE) impartisce ad indigeni di tutte le le età lezioni all’aperto, tenendo conto le loro condizioni e capacità.

Anche le multinazionali collaborano nella formazione filippina. Philip Morris International, ad esempio, collabora nella formazione dei bambini tramite un programma televisivo didattico, Knowledge Channel.

La scuola, quale strumento formativo, è fondamentale in ogni paese, ancor più in un paese in via di sviluppo, quali le Filippine. L’arresto dello sviluppo statale scolastico rappresenta un neo troppo grave. Fortunatamente, ad oggi, la Chiesa e i privati sostengono autonomamente l’istruzione, nella speranza di una rapida ripresa dell’efficienza dell’apparato statale; in questo modo il futuro del Paese non è completamente abbandonato a se stesso, ma istruito e formato per contribuire allo start up economico.